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Visti da fuori - Talenti cercasi
Rafforzare le basi per arrivare al vertice
Le funzioni di staff e l’importanza del cambiamento
Intervista a Giovanna Brambilla, amministratore delegato
di Value Search
“Stiamo assistendo ad una vera e propria involuzione delle logiche che muovono le economie verso
il libero mercato. Gli effetti prodotti da una serie di recenti eventi funesti, a partire dallo scoppio della bolla
immobiliare per poi passare alla crisi dei subprime, sino al fallimento delle principali strutture di investment banking,
stanno imprimendo un profondo cambiamento alle regole fino ad oggi seguite da chi opera in finanza. Il supermercato
dell’offerta (la cosiddetta open architecture) è un modello destinato ad essere rivisto, in quanto richiede una competenza
molto approfondita, che forse oggi non è così diffusa. Tutti gli attori che partecipano alla catena che genera valore
oggi esigono un maggiore rigore professionale e una competenza sempre più specifica e sviluppata”.
Questo è l’incipit di Giovanna Brambilla, Partner
di Value Search, che prosegue la sua esposizione indicando i motivi per cui il settore
del finance, e quindi la nostra industria, si trova in una situazione delicata.
“Appartenere ad un settore per molti anni protetto, che nel corso del precedente decennio ha vissuto
una vera e propria esplosione delle proprie attività, ci ha creato paradossalmente uno svantaggio competitivo. Il forte
sviluppo del business ha generato una maggiore domanda di professional, spesso fomatisi sul campo, più che ad una vera
e propria scuola. Altri due elementi di criticità sono rappresentati dalla gestione delle persone e dalla forte resistenza
al cambiamento, che sarebbe potuto avvenire anche attraverso la contaminazione di manager provenienti da esperienze
di settori differenti. Nei casi di avvicendamenti infrasettoriali spesso assistiamo ad una sostanziale replica di quanto
già compiuto in altre aziende, elevando così l’esposizione al rischio di autoreferenziare il settore”.
Ritiene che le strutture che si occupano dell’attività di gestione siano sufficientemente adeguate
per sostenere le sfide del nostro settore?
“In linea di massima direi di si. Tuttavia, poiché il quadro regolamentare è profondamente cambiato
nel corso degli ultimi anni, il processo di convergenza tra investimenti tradizionali e alternativi, e la diffusione
di prodotti gestiti con logiche absolute o total return, richiedono un potenziamento del know-how gestionale e competenze
specialistiche di alto livello, forse non ancora sufficientemente diffuse nelle strutture che fino ad oggi si sono sviluppate
in una logica esclusivamente long-only”.
A questo punto, scatta la domanda da un milione di dollari: quale pensa che sia la ricetta più
efficace per un rilancio?
“Più che di rilancio inizierei a parlare di cambiamento culturale a partire dalle funzioni di staff,
ovvero da quei ruoli che non incidono così direttamente sul cuore della “macchina aziendale”. È il caso dell’HR, una
funzione chiave per lo sviluppo della di una nuova cultura dell’azienda; i Sistemi Informativi, una funzione in grado
di colmare un gap tecnologico fondamentale per supportare meglio l’evoluzione di prodotto e le esigenze del cliente;
e poi il Marketing, coinvolto nelle scelte strategiche e centrale rispetto ai piani di sviluppo orientati al medio/lungo
termine. Potrà essere determinante inoltre l’affermarsi di una nuova figura professionale - in altri settori denominata
“technical key account” - una sorta di tecnico esperto “prestato” al commerciale, che ha lo scopo di avvicinare il mondo
della produzione a quello del consumo di servizi finanziari e favorire quindi la diffusione delle conoscenze di distributori
e investitori finali”.
Abbiamo infine chiesto di fare un esempio di industria o di settore che abbia vissuto, in Italia
o all’estero, una situazione analoga a quella che oggi noi stiamo attraversando...
“Trovo delle forti analogie con quanto avvenuto nelle telecomunicazioni. L’irruzione (talvolta anche
prepotente) di nuovi operatori, l’adozione e lo sviluppo di tecnologie sempre più evolute, hanno determinato un vero
e proprio break culturale in questa industria, con un impatto altrettanto forte sulle piattaforme tecnologiche. L’istinto
di sopravvivenza degli operatori su cui ha impattato questo “scombussolamento” ha generato una volontà di cambiamento
molto chiara e determinata. Tutti gli operatori oggi hanno una precisa strategia, target di clientela e standard di
servizio. Il mercato detta le regole e gli equilibri sono sempre più definiti a livello globale”.
FOCUS Risparmio Gestito • Anno III • Numero 1 • Dicembre 2008
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