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Corriere della Sera - Venerdì 20 Marzo 2009 - Pagina 40
NON SOLO STIPENDI COSÌ SI ASSUMONO I MIGLIORI
Corsa ai talenti, è l'ora del marchio
Le aziende fanno leva sulla forza del proprio nome.
Le strategie di Accenture, Roche, Cisco, Banca Popolare di Milano, Mars, Aeffe e B.Braun
Non solo stipendi e benefit. Sempre più aziende puntano sul brand per catturare (e fidelizzare) i talenti.
Le strategie per costruire un nome «appealing» per giovani di alto potenziale come per manager di successo sono diverse. La
multinazionale di consulenza direzionale Accenture, per esempio, quest'anno ha lanciato anche nel nostro Paese un programma
di volontariato internazionale che coinvolge i suoi dipendenti: una business analyst & functional designer italiana sta già
lavorando per un' organizzazione no profit di Londra che garantisce ai produttori in via di sviluppo condizioni di commercio
equo. La farmaceutica Roche, invece, sponsorizza progetti a favore della comunità: si va dalla campagna per la prevenzione del
tumore al seno all'indagine sulla realtà dei malati affetti da artrite reumatoide. Mentre lo specialista nella fornitura di
apparati di networking Cisco (azienda che, negli ultimi mesi, ha visto aumentare esponenzialmente le autocandidature senior)
è in prima linea sul rispetto dell'ecosistema, altro pilastro dell'employer branding. Solo per fare qualche esempio, vanta sedi
sostenibili e progettate in modo da ridurre il più possibile i consumi energetici, aderisce a iniziative «verdi» come l'Earth
Day e il Bike to Work Day e utilizza su larga scala il meeting in videoconferenza, per limitare i viaggi dei dipendenti. Ma
un' iniziativa motivante per la risorsa umana (non solo quella femminile) è anche «Il giardino di Bez» della Banca Popolare
di Milano, un asilo nido che, oltre a essere realizzato secondo le più innovative pratiche della scienza pedagogica, impiega
personale assunto a tempo indeterminato e usa per l'alimentazione dei bimbi prodotti biologici provenienti dalla filiera del
commercio equo solidale. Di fatto, complice forse la crisi del mercato, il buon corporate citizen, oggi, piace. «Soprattutto
da quest'autunno il criterio di giudizio dei nostri candidati manager non si ferma all'aspetto di carriera o economico, ma si
basa anche su una terza variabile, che è la cultura aziendale», conferma Giovanna
Brambilla, alla guida di Value Search. E una cosa è certa: non sono solo le iniziative
più risonanti a conquistare il talento. Non a caso, la multinazionale degli snack al cioccolato Mars (che quest' anno in Italia
inserirà 30 figure in area marketing e vendite tra cui neolaureati, ma anche senior) preme l'acceleratore sul work-life bilance:
per cominciare ha orari molto flessibili e occasionalmente dà la possibilità di lavorare da casa. Mentre Aeffe, gruppo italiano
del settore moda lusso, accorda ai suoi dipendenti permessi aggiuntivi per visite di prevenzione oncologica. E la tedesca B.Braun
(che ha in programma inserimenti di laureati, soprattutto scientifici, in area commerciale nel nostro Paese) sostiene la famiglia,
per esempio, attraverso il family part-time. Tempi parziali, con stipendi proporzionalmente maggiori alle ore lavorate, concessi
non solo alle madri, ma anche ai padri di bimbi sotto i tre anni.
Iolanda Barera
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